Nei giorni 9 e 10 maggio ho esposto a Knife-Solingen, la mostra che si tiene nella cittadina famosa per l’acciaio, per essere la sede del 90% delle aziende di coltelli della Germania e per l’HARIBO, quella degli orsetti gommosi.
Se arrivate in aereo a Düsseldorf, fate attenzione: Ryanair potrebbe atterrare a Düsseldorf Weeze (NRN) e non a Düsseldorf International (DUS). Tra i due aeroporti ci sono un paio d’ore di auto, traffico permettendo. Io, per errore, ho prenotato l’auto a noleggio a DUS, per cui mi sono fatto tre ore e mezza di viaggio supplementare tra bus, treno e Uber.
Il giorno prima della mostra ho partecipato alla riunione per l’ammissione alla Guild tedesca, la DMG (Deutsche Messermachergilde).
Avevo già sostenuto gli esami due anni fa a Gembloux, ma per diventare membro effettivo è necessario presentarsi di persona davanti alla commissione e agli altri membri ufficiali della DMG. La presentazione è stata un breve discorso che ho tenuto in tedesco grazie all’aiuto di mia figlia Elisabetta. Ora mi attende un altro anno di attesa e poi finalmente riceverò la spilla e l’attestato della DMG.
Durante la riunione si poteva bere birra, prelevandola da un frigo posto all’entrata della sala.
Veniamo alla mostra vera e propria.
Quest’anno si è tenuta (l’anno scorso era saltata) al palazzo degli sport invernali: un palazzetto abbastanza grande, ma che non riusciva a contenere tutti gli espositori. Alcuni sono stati sistemati in una tensostruttura esterna e, raccogliendo qualche parere, non ne erano molto felici.
Tra gli espositori vi erano sia aziende sia artigiani e, per qualcuno, questo generava un po’ di confusione. Io ero nel settore dedicato alla DMG, dove c’erano solo custom, quindi non ho percepito più di tanto il problema.
La qualità tra i tavoli era mediamente molto alta, con alcune chicche davvero interessanti. Un buon 20% dei tavoli era occupato da coltellinai specializzati in cucina e, lo scrivo con un certo orgoglio, le lame più usate stanno, un po’ alla volta, acquistando l’importanza che meritano. Bene.
Durante la manifestazione c’è stata la premiazione del concorso per la realizzazione di un kukri con qualcosa di inusuale. Riporto qui sotto parte del testo della presentazione del premio:
The Khukri, the legendary blade of Nepal, is one of the most famous knife designs in the world. For the KNIFE Award 2026, we are seeking high-quality, handmade Khukris – but “with a twist”.
Il premio della giuria è andato all’austriaco Richard Kappeller, che ha realizzato un kukri in stile moderno con la particolarità di avere un coltello inserito all’interno del manico.
Per il premio del pubblico, invece, si è classificato al terzo posto il tedesco Stefan Steigerwald, segretario della DMG, con un kukri in stile steampunk (che poi è lo stile dei coltelli di Stefan). Al secondo posto, il mio preferito, il coltello dell’austriaco Marco Gadavic: uno spettacolo di eleganza, con una lama in Turkish twist e il manico in Elforyn Super Tusk.
Al primo posto un altro austriaco, Christoph Feichtl di Kalderum Blade: un kukri con all’interno del manico un fire steel (credo) e un piccolo coltellino. Davvero pazzesco anche questo.
L’affluenza è stata molto buona, con un costante afflusso di gente. In generale gli scambi sono stati buoni, ma senza troppi sold out. Il periodo che stiamo vivendo, la crisi internazionale e l’innalzamento dei costi dell’acciaio impattano pesantemente sugli scambi. Da un lato i coltelli costano di più, dall’altro i clienti preferiscono risparmiare: una combinazione decisamente dannosa.
Ma le mostre, lo dico sempre, non si devono valutare solo sulle vendite. Gli scambi di idee generano un valore enorme in termini di miglioramento dei nostri lavori e ci spingono al confronto. Anche la possibilità di poter toccare con mano i materiali non è cosa da poco. Abituati, come siamo, a comprare online basandoci su foto spesso ritoccate, poter vedere il colore reale di un blocchetto di legno, la sua venatura o marezzatura, il peso…
Purtroppo non ho fatto molte foto, ma chiederò agli amici coltellinai che esponevano di mandarmi delle immagini dei loro tavoli e le allegherò a questo articolo.
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